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Dopo l’agnello interpretato da Cristina Bowerman, a Striscia la notizia è stata la volta dell’agnello di Niko Romito. Le sue Costine al tartufo nero sono state protagoniste nella rubrica dei Capolavori italiani in cucina andata in onda martedì 17 novembre, servizio girato in una incredibile giornata di sole al Reale Casadonna a Castel di Sangro in provincia di L’Aquila.

Gli ascoltatori della trasmissione ideata e diretta da Antonio Ricci, hanno avuto modo di conoscere l’importante storia di questo abruzzese di Rivinsodoli, classe 1974, che non pensava di diventare un giorno uno dei più applauditi chef al mondo, capace di partire autodidatta da zero e arrivare alle tre stelle Michelin, e in appena sette anni.

Quello che ora è facile dipingere come una storia a lieto fine, ha avuto inizio con un lutto perché Niko studiava economia a Roma, poi, a fine secolo, venne meno suo padre che a Rivisondoli conduceva una pasticceria, poi trasformata in trattoria: «Mi spostai da Roma a Rivisondoli giusto per continuare in maniera temporanea l’attività del locale per poi rivenderlo. Ma dopo i primi giorni, dopo un primo brevissimo periodo sentii un’attrazione fortissima per il mondo della ristorazione e capii che non potevo buttare via quanto aveva costruito mio padre».

Nacque una stella: «Insistere si è rivelata una scelta giusta proprio dal mio punto di vista, della mia vita professionale visto che è un mondo a cui ho dedicato

vent’anni della mia vita. Le tre stelle? Un traguardo che quando iniziai nemmeno potevo ipotizzare».

La cucina di questo abruzzese non ha colori chiassosi, non ingolosisce, è molto essenziale. Ha detto Niko: «La mia idea, la mia intenzione è quella di rendere semplice un lavoro complessissimo e questo diventa sempre di più un punto d’arrivo e non di partenza».

E lo dimostra anche con il piatto per Striscia, con le Costine di agnello al tartufo nero e maionese alle patate: «Ho scelto questo piatto innanzi tutto perché agnello e tartufo nero sono due ingredienti che rappresentano l’Abruzzo di montagna, la mia terra. Utilizziamo le costine e la prima cottura è al vapore,

anche se per Striscia le ho passate nell’acque pensando a chi le preparerà a casa e le potrà così ripetere. Poi in padella e le condisco con il Marsala, le patate e tante erbe spontanee, aromatiche. Questo mi consente di dare profumo alla carne ma anche di far sì che a piatto finito ogni morso sprigioni l’Abruzzo».

Chi desidera vedere o rivedere la puntata deve per favore cliccare qui, mentre qua il link per la ricetta.

👉 Leggi l'articolo completo su: http://www.identitagolose.it/sito/it/416/416/27204/capolavori-italiani-in-cucina/romito-da-zero-a-tre-stelle-in-sette-anni.html

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