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Origini per metà partenopee e per metà siciliane, formazione in Francia e nei Paesi nordici (al Noma in particolare) tendenza all’acidità e apertura verso le spezie, lunghe cotture (dalla genovese al ragù) e allo stesso tempo mano felice sui quasi-crudi (spettacolare un trancio di dentice appena scottato).

È un elogio alla complessità la cucina di Davide Guidara, giovane chef di 25 anni che da pochi mesi è alla guida del ristorante Sum all’interno del Romano Palace Luxury Hotel, in Viale Kennedy 28 a Catania. L’attenzione se la merita e se la sa prendere, con una personalità decisa e un sorriso aperto. E già fioccano i riconoscimenti, tra cui il Premio Cuoco del Futuro di S.Pellegrino e Acqua Panna, che non può che essere di buon augurio.

Lo chef Davide Guidara

Il punto di partenza sono gli ingredienti siciliani, ma, sono solo il punto di partenza, la base per un viaggio che ti porta prima nell’Oriente del miso (ma preparato fermentando grano autoctono siciliano e pistacchio) e dei baozi (ma da intingere in un’acqua al pomodoro che sa di bruschetta) e poi nelle fermentazioni “nordiche” di scuola Rene Rezdepi.

Ci sono poi le “rotondità” dei gusti che omaggiano alla sua terra

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