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Passione, coraggio, maestria, solo alcuni degli “ingredienti” capaci di trasformare un semplice desiderio in una realtà di successo. Eugenio Boer ne è la prova. Esploratore insaziabile, alla costante ricerca di sapori in grado di far vibrare anima e palato. Tra gli chef più stellati al mondo, ha rivoluzionato l’idea classica di cucina, “suggestionando” letteralmente i suoi commensali.

Eugenio Boer, la sua storia

Una vita trascorsa tra Olanda e Italia, respirando e assaporando cultura e tradizioni. Dai manicaretti realizzati nella sua cucina con la complicità della nonna, fino alla collaborazione con brigate di alto livello in tutta Europa. Caparbietà, amore per il mondo gastronomico e uno spirito di viaggiatore hanno di fatto segnato la sua vita e la sua carriera, rendendolo lo chef che è oggi: Eugenio Boer, artista della convivialità.

Il suo è un talento innato, coltivato e sviluppato negli anni grazie ad altri grandi nomi del panorama gastronomico; da Alberto Rizzo a Palermo, a Kolja Kleeberg in Germania, e ancora Gaetano Trovato a Colle Val d’Elsa fino a Norbert Niederkofler in Val Badia, passando per Parigi con Alain Ducasse. Un percorso ricco, costellato di successi, fatica, soddisfazioni e sacrifici.

“Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta solo preparando da mangiare”.

Certo, realizzare un piatto pensando a qualcuno è un gesto speciale; gustarlo insieme attorno a un tavolo, condividendo le medesime sensazioni e le stesse note di piacere, è un vero gesto d’amore. Parola di Eugenio Boer, sostenitore del valore della convivialità, a suo avviso vero e proprio fulcro della ristorazione da riportare in auge.

Boer non si limita a cucinare, lui rievoca ricordi e racconta storie. Ogni ingrediente, ogni preparazione porta il commensale in una dimensione differente, lo accompagna in un viaggio fatto di sapori ed emozioni.

E sì, perché la cucina è emozione, magia, è un connubio di istinto e conoscenza.

Ristoranti e filosofia in cucina

La sua storia di successo continua, sempre a Milano, con l’apertura del ristorante Bu:r, la sua punta di diamante.

Un luogo che lo rappresenta a partire dal nome, Bu:r corrisponde infatti alla pronuncia del cognome olandese Boer. E’ qui che lo Chef esprime sé stesso, è qui che condivide la sua passione e la sua storia. Le mani esperte di Eugenio elaborano piatti straordinari, estrosi, mentre un ambiente curato e ricco di atmosfera fa da cornice ai suoi capolavori culinari.

La sua visione di cucina è meno classica, si discosta drasticamente dai menù a cui siamo abituati. In questo ristorante non è prevista infatti una carta, si parla piuttosto di “concetti culinari“. Ogni concetto comprende degustazioni e sapori differenti, il commensale può scegliere secondo il suo istinto, senza sapere con sicurezza cosa assaggerà. Naturalmente questi concetti variano in base al periodo e ai prodotti di stagione.  

 

Eugenio Beor ha travolto Milano con il suo Bu:r, dove sapori e memorie si mescolano per dar vita a una cucina nuova, da vivere a 360 gradi in ogni sua sfumatura. Da provare, si spera, di nuovo prestissimo!

 

 

“La tradizione è la vera innovazione (…) Per contribuire al progresso della cucina si devono conoscere perfettamente le regole del gioco. E solo dopo sovvertirle”.

Eugenio Boer

 

 

 

 

 

 

[Photo credit: ©larepubblica.it, ©lacucinaitaliana.it, ©finedininglovers.it]

L’articolo Lo chef Eugenio Boer e la sua filosofia della convivialità proviene da Il magazine che parla di cibo e ne racconta le storie.

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