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Quali rischi si corrono se si mangiano le castagne matte? Come distinguerle dalla classiche castagne commestibili?

L’autunno è periodo migliore per gustare le castagne fresche, cotte a bollito o arrostite, utilizzate come condimento per la pasta o servite come un delizioso dessert. Se siete abituati a raccoglierle nei boschi, fate attenzione a non scambiarle con i frutti dell’ippocastano, le cosiddette castagne matte o castagne d’India. A causa dell’aspetto simile, sia del frutto che del guscio, il rischio di confondersi e incorrere in un’intossicazione alimentare è sempre in agguato. Le castagne matte si possono mangiare? Neanche a chiederlo, la risposta è no, ma in questo articolo vi spieghiamo come imparare a distinguerle dai frutti del castagno europeo.

Le castagne matte si possono mangiare?

Come abbiamo accennato poc’anzi, i semi dell’ippocastano non sono commestibili per l’uomo e provocano gravi intossicazioni alimentari. La causa è della forte concentrazione di saponine, sostanze tossiche dal sapore amaro che provocano vomito, diarrea, dolori addominali e nausea. Oltre ad avere un effetto irritante per le mucose, se ingerite in notevoli quantità possono causare anche la distruzione dei globuli rossi.

Per questo motivo, se si sospetta di aver consumato delle castagne matte, è fondamentale recarsi al più

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