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in collaborazione con Dyson

Amici, oggi voglio parlavi di un argomento che mi ha appassionato negli ultimi mesi e che ho voluto approfondire: l’inquinamento indoor. Piccola premessa, con ambiente indoor si intende:

le abitazioni, gli uffici pubblici e privati, le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.), locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.) mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.).

Documentandomi un po’, sul portale di Fondazione Veronesi, su quello di Humanitas e studiando la bibliografia scientifica in merito, sono rimasto senza parole quando ho scoperto quanto possiamo inquinare restando a casa e mai come in questo periodo di quarantena, ho scelto di respirare bene!

Avete mai pensato, ad esempio, che quando apriamo le finestre per “cambiare” aria, in quello stesso momento stiamo inquinando la nostra casa dolce casa? Ovviamente dipende da dove abitiamo, dal traffico e dall’orario, però ho avuto modo di verificarlo ed è proprio cosi (e non vivo accanto alla tangenziale di Milano).

Come potete immaginare, l’ambiente che per primo mi ha interessato è la cucina e i comportamenti che più favoriscono l’inquinamento indoor. Fra le attività casalinghe che meritano attenzione, la cottura dei

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