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Quella del San Giorgio a Roma è la storia di chi è partito dal basso, facendo diventare il proprio ristorante una tappa fine dining di successo, uno che fa parlare di sé per la buona cucina (e non solo) che propone.

In un quartiere tranquillo, vicino al centro ma lontano dal flusso del turismo di massa, quale è il Flaminio, sorge un ristorante che è tanto gourmet quanto piacevole. Le molte vetrate fanno filtrare la luce sui muri chiari, i piatti sono gourmet, ma di sostanza. Non ruffiani come si può pensare in un ristorante pettinato.

A creare tutto questo c’è Andrea Viola, chef che da autodidatta ha saputo prendere gli insegnamenti e usarli per fare una cucina propria. Classe 1980, Andrea si è fatto le ossa prima nei ristoranti del litorale romano da dove viene, e poi in cucine stellate di livello come Il Convivio di Angelo Troiani prima e Acquolina ai tempi di Giulio Terrinoni poi. Di Terrinoni è stato anche sous chef, ma ha preferito non seguirlo nel suo nuovo ristorante per farne uno tutto suo.

Nel 2015 apre, insieme alla moglie Noemi Apollonio, il San Giorgio a Maccarese, suo luogo d’origine. Andrea in cucina, Noemi in

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