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La decisione e la competenza filtrate dalla semplicità. Essere donne in cucina ad altissimi livelli spesso non vuol dire alzare la voce ma fare un passo indietro, per rendere il messaggio ancora più decisivo.

Caterina Ceraudo, giovane chef stellata calabrese del ristorante Dattilo, lo dimostra con chiarezza quando dice: “Non mi interessa che parlino di me in prima persona, per me è importante che si accenda un faro sulla Calabria, sui suoi prodotti e sul territorio”. E si tratta di parole vere.

L’umiltà di Caterina Ceraudo emerge dal tono della sua voce, basso e pacato, dal senso dei discorsi che tornano sempre lì: alla sua terra.

Eppure, nonostante l’atteggiamento calmo, la sua decisione e la sua preparazione tecnica si percepiscono da ogni parola: conosce tutto del passato dei piatti tradizionali, conosce le mani dei produttori, conosce la stagionalità del suo mare e della sua campagna.

Caterina Ceraudo si è formata all’Accademia di Niko Romito, che considera il padre e l’ispiratore della sua cucina – credit: OnStage e Bulgari

Dare importanza agli ingredienti poveri che in realtà non lo sono, è questa la sua missione. E la Ceraudo sa davvero tirare fuori tutto l’oro che c’è in una verza, in

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