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Mi trovo al governo di un territorio che ho sempre amato e difeso in ogni occasione. Adesso più che mai c’è bisogno di fare, per consentire alle persone che lo abitano e a quelle che lo frequentano di viverlo nel migliore dei modi.

Ho un sogno che poi è quello di tutti: vorrei vivere in un luogo verde, pulito, non inquinato, dove le scelte ambientali vengano prima di tante altre, dove non si taglino gli alberi ma si piantino, dove l’energia comunale sia al 100% da fonti rinnovabili, dove i giovani possano contribuire al mantenimento e ricostruzione del loro territorio.

Già da quest’autunno inizieremo un progetto con le scuole. Nel Comune abbiamo 200 bambini; proprio loro andranno a raccogliere nell’immenso bosco fluviale semi (ghiande, noci, nocciole, prugnoli) e li pianteranno in un pezzetto di terra di fianco alla scuola. Lì, in accordo con alcuni agricoltori virtuosi, andremo a seminare grano, erba medica, granturco in rotazione agraria, con concimazione a base di letame maturo e altri concimi naturali.

Oltre a questa iniziativa, però, vogliamo fare di più, per dare il nostro contributo a guarire la Terra, partendo proprio da qui: dal nostro piccolo mondo di guareschiana memoria.

Sia Polesine che Zibello si affacciano sulla zona golenale del Po da dove, per fortuna, arriva quell’umidità che ha fatto sì che diventassimo famosi ovunque con il culatello di Zibello Dop. Si tratta di una golena demaniale vastissima – circa 400 ettari – dove, in anni di abbandono totale, la natura ha fatto il suo lavoro e si è ricostruito così il Bosco Fluviale, quel bosco dove per secoli i porcari portavano a pascolare i maiali (il nostro culatello nasce proprio da qui. E anche dalla sapienza dei masalèn della zona e dall’uso del sale di Salsomaggiore).

Questi bellissimi boschi ora sono in totale stato di abbandono, pieni di bottiglie e plastica di ogni tipo che, ad ogni piena, il fiume porta al mare e che viene rimpiazzata dall’altra che scende da monte. Un “circolo vizioso” che va fermato!

Domenica 24 novembre e lunedì 25 novembre, nell’ottocentesco Teatro Pallavicino di Zibello, inizieremo, con una serie di incontri, a parlare a tutti, e in particolare ai ragazzi, di un sistema nuovo di vivere il Po e di un’iniziativa da attuarsi nei mesi invernali, quando il bosco fluviale è “scoperto” e mette in evidenza la bruttura delle plastiche che qui si depositano. Vogliamo fare in modo che i ragazzi delle scuole, i genitori e chiunque voglia partecipare si impegnino nella raccolta totale della plastica, dando la priorità alla golena, rendendola in questo modo “plastic free”. È un’iniziativa che vogliamo fare assieme ai ragazzi, alle associazioni e a tutte le persone che hanno a cuore il territorio.

Uno slogan accompagnerà questa azione: “Un sacco di plastica per una fetta di culatello di Zibello Dop”. Ristoratori, osti, botteghe alimentari del territorio sono entusiasti dell’iniziativa e metteranno a disposizione il prodotto, un assaggio ogni volta che si recupera la plastica. Il senso è: il territorio con il suo microclima ha reso celebre il culatello; ora è il culatello che aiuta il territorio a conservarsi e a mantenersi.

Da questa iniziativa potrebbe partire un tam tam importante fra tutti i Comuni che si affacciano sul Po. Si riparlerebbe del Grande Fiume con azioni concrete. Si creerebbe una “coscienza comune” che parte dal basso. Fra l’altro, da giugno 2019, i nostri territori fanno parte della nuova Riserva Unesco “Po Grande” che comprende 82 Comuni dell’asta del fiume.

È un sogno che può diventare realtà perché favorirebbe lo stop, dalla nostra golena, alle plastiche che scendono al mar Mediterraneo. È un impegno che, ogni inverno, vedrà partecipare le persone e i turisti che vengono ormai da tutto il mondo. Con l’obiettivo di un ambiente migliore.

👉 Leggi l'articolo completo su: http://www.identitagolose.it/sito/it/44/44/24670/dallitalia/fette-di-culatello-in-cambio-di-sacchi-di-plastica-idea-di-spigaroli-per-pulire-il-po.html

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