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Nella nostra società dove imperversa l’uso dei social media il cibo è una forma d’arte. Inoltre i temi sociali si fanno sempre più sentire, tanto è vero che cibarsi di carne – che proviene da allevamenti intensivi – sembra sempre meno sostenibile per il pianeta. Quindi perché non mettersi a mangiare i “parassiti” indesiderati e trasformarli, nello stesso tempo, in una forma d’arte?

In Eat the Problem, alcuni chef tra cui Tetsuya Wakada e Heston Blumenthal, trasformano le specie invasive in arte, portando il loro originale contributo al tema della sostenibilità in cucina.

Il libro è solo l’ultimo progetto che viene dal – controverso – Mona Museum in Tasmania (Australia) creato dall’artista e curatrice Kirsha Kaechele.

Kaechele lo descrive come “un compendio surrealista a metà tra cibo e arte“, che conferma il suo intento di una vita di “trasformare i difetti in caratteristiche“. Le 544 pagine  raccolgono ricette di chef famosi, oltre ad alcune “ricette per la vita” sotto forma di poesia, saggi, riflessioni e interviste ad artisti che hanno partecipato alla collezione permanente del Mona Museum.

Sella di coniglio, patate, cavolfiore, rape di Vince Trim. Credit: Rémi Chauvin. Courtesy of Mona Museum of Old and New Art, Hobart, Tasmania, Australia

👉 Leggi l'articolo completo su: https://www.finedininglovers.it/blog/app-libri-design/eat-the-problem/

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