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Il nome di Claudio Sadler è considerato un sinonimo di alta cucina italiano, non solo tra gli appassionati di fine dining. Lo chef, nato a Sesto San Giovanni, ha esordito a Pavia e poi si è affermato con la sua cucina a Milano, riscuotendo grande consenso sia a livello nazionale che internazionale. 

Oltre al suo ristorante Sadler, 1 stella Michelin nel capoluogo lombardo, lo chef Sadler è impegnato su più fronti con decine di progetti, dalla sua trattoria contemporanea alla presidenza dell’associazione Le Soste, che porta avanti seguendo i propri elevati standard. Ecco cos’ha raccontato a Fine Dining Lovers Claudio Sadler, dagli esordi, ai recenti riconoscimenti fino al suo sguardo sul futuro. 

È nato a Sesto San Giovanni e per la sua prima attività di chef e ristoratore scelse Pavia. Perchè non Milano?
Fu più una casualità, è possibile che io sia attrattro dal Naviglio, che è il corso d’acqua che non ho lasciato neanche quando mi sono strasferito nella metropoli e dove il mio ristorante si trova ancora oggi. Ebbi l’occasione di aprire un ristorantino a Pavia e la colsi, avevo ventisette anni. Nacque allora la Locanda Vecchia Pavia. Ho sempre ambito alla mia indipendenza e la città mi sembrava

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